Si può vincere sul lungo periodo?

Le quote di apertura e chiusura

Quando un bookmaker apre un mercato per un evento sportivo imminente (inizio match nell’arco di circa una settimana), le quote di apertura, che altro non sono che la rappresentazione della percentuale di realizzo dell’esito in questione, vengono calcolate sulla base di analisi statistiche delle passate prestazioni della squadra unite a qualsiasi altra informazione rilevante in possesso del bookmaker nel momento dell’apertura del mercato.

Quando le quote sono rese disponibili, i giocatori professionisti puntano sulle quote che ritengono sovrastimate, mentre i bookmaker regolano costantemente le quote per mantenere un buon equilibrio ed evitare di essere troppo esposti su uno o l’altro esito.

Le quote offerte poco prima dell’inizio di un match sportivo vengono chiamate quote di chiusura e riflettono tutte le statistiche, le notizie, le attività di scommessa e l’andamento del mercato. La quota di chiusura, pertanto, è solitamente il momento di maggior efficienza del mercato in quanto il bookmaker ha a disposizione tutte le informazioni riguardanti il match, come infortuni e probabili formazioni, e quindi rappresenta con la massima accuratezza la probabilità intrinseca di realizzo.

Il valore atteso dell’operazione

Per evitare che l’esito di una scommessa sia unicamente dettato dalla fortuna e per ottenere successi a lungo termine, bisogna identificare le scommesse con un valore atteso positivo, cioè le scommesse con una maggiore possibilità di vittoria di quella espressa dalla quota.

Nella teoria delle probabilità, il valore atteso di un evento casuale è il valore medio a lungo termine delle ripetizioni dell’esperimento che rappresenta. Prendiamo come esempio il lancio di una moneta. Stabilito che sia la probabilità che esca testa che quella che esca croce è del 50%, una scommessa dal valore atteso positivo apparirà così:

Quota

Testa: 2,10

Croce: 1,80

Per ogni 10€ puntati su testa, il guadagno atteso è di 0,50€ secondo la seguente formula:

(somma puntata) x [(quota per testa -1) x (probabilità di testa) – 1 x (probabilità di croce)] =

10€ x [(2,10 – 1) x 0,5 – 1 x 0,5] = 10€ x (1,10 x 0,5 – 0,50) = 0,50€

Dal momento che il valore atteso è un numero positivo, puntare su questo mercato rappresenta una scommessa redditizia a lungo termine, nonostante il fatto che in qualsiasi lancio c’è sempre il 50% di possibilità di perdere.

L’obiettivo, quindi, non è vincere tutte le puntate, ma prendere decisioni che abbiano un valore atteso positivo.

Purtroppo, nelle scommesse sportive le probabilità non sono così elementari come nel caso del lancio di una moneta.

Se si aggiungono le costanti fluttuazioni delle quote dal momento in cui vengono rese disponibili fino al momento in cui vengono chiuse appena prima dell’inizio di un incontro, la questione che ne deriva è: quali quote rappresentano con maggior precisione le probabilità dei risultati?

La teoria del mercato efficiente

Secondo l’ipotesi del mercato efficiente, le quote di chiusura sono in media più precise di quelle di apertura nel prevedere il risultato di un evento.

La teoria del mercato efficiente è largamente utilizzata in ambito finanziario e afferma che in un mercato efficiente, in cui un gran numero di individui tenta di massimizzare i propri guadagni prevedendo i valori futuri del mercato dei titoli e in cui le informazioni aggiornate sono disponibili per tutti, la competizione porta a una situazione in cui, in un qualsiasi momento, i prezzi correnti riflettono il valore intrinseco del titolo in questione.

Come si applica questo concetto alle scommesse sportive?

Dal momento che le informazioni disponibili a tutti si riflettono nella fluttuazione delle quote, nessuna influenza sui risultati può persistere sul lungo termine.

Se per esempio gli scommettitori notassero un’inefficienza nelle quote esistenti (ad es. quote troppo elevate per gli sfavoriti), cercheranno di sfruttare il vantaggio puntando su quel mercato.

Questo porterà a un abbassamento delle quote fino alla completa sparizione dell’inefficienza.

Pertanto le quote di chiusura sono generalmente più precise di quelle di apertura nel predire la probabilità intrinseca di realizzo.

Dal momento che le quote di apertura non riflettono tutte le informazioni del mercato, presenteranno inevitabilmente delle inefficienze e il fatto che i bookmaker effettuino delle variazioni rende le quote di chiusura un riflesso obiettivo delle probabilità dei risultati di un evento.

Una delle premure più grandi dei giocatori vincenti è stabilire se il proprio successo rappresenta un reale vantaggio nei confronti del bookmaker o un semplice colpo di fortuna.

Mantenendo una cronologia della propria capacità di battere le quote di chiusura si ottiene un valore misurabile che separa una strategia affidabile dalla pura fortuna.

Di conseguenza, una serie costante di successi contro le quote di chiusura rappresenta un indicatore affidabile di guadagni a lungo termine.

Pertanto,  la risposta al quesito iniziale è sì: è possibile vincere sul lungo periodo!

-Ettore, Traderbet

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